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Borghi Italiani
Capestrano

Abruzzo · Aquila (AQ)

Capestrano

Cosa vedere a Capestrano: il Castello Piccolomini, il Guerriero, San Pietro ad Oratorium con il quadrato del Sator e il fiume Tirino.

42.2694° N, 13.7667° EApri in Google Maps ↗

Nel cuore dell’Abruzzo, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Capestrano domina dall’alto la Valle del Tirino. Il suo profilo è riconoscibile per la mole del Castello Piccolomini, intorno al quale si sviluppa un centro storico fatto di vicoli, scalinate e affacci aperti sulle montagne.

Due figure a duemila anni di distanza

L’identità del borgo è raccontata da due personaggi separati da circa venti secoli: il Guerriero di Capestrano, capolavoro dell’arte italica del VI secolo a.C., e San Giovanni da Capestrano, religioso francescano nato qui nel 1386 e diventato una delle personalità più significative dell’Europa del Quattrocento. Il territorio era abitato già prima della conquista romana dalle popolazioni italiche dei Vestini.

Un patrimonio d’acqua

Ai piedi del paese scorre il Tirino, spesso indicato tra i fiumi più limpidi d’Europa. L’acqua nasce dal sistema acquifero del Gran Sasso, compie un lungo percorso sotterraneo tra le rocce calcaree di Campo Imperatore e torna in superficie a Capestrano attraverso tre sorgenti, mantenendo una temperatura quasi costante di circa 11 gradi.

Cosa visitare

Il Castello Piccolomini

Domina il borgo dal punto più alto. La struttura attuale risale in gran parte al 1485 e inglobò i resti di una fortificazione precedente. La facciata è compresa tra due possenti torrioni cilindrici; all’interno si apre un cortile con un pozzo quattrocentesco. Oggi è di proprietà comunale e ospita il Municipio: nell’atrio è esposta una riproduzione a grandezza naturale del Guerriero.

Il Guerriero di Capestrano

Statua funeraria in pietra del VI secolo a.C., alta più di due metri, tra i capolavori dell’arte italica preromana. Fu rinvenuta per caso nel settembre 1934 da Michele Castagna mentre lavorava il proprio terreno. L’originale è conservato al Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Villa Frigerj, a Chieti.

San Pietro ad Oratorium

A circa sei chilometri dal centro, immersa nella vegetazione della valle, è uno dei monumenti medievali più importanti d’Abruzzo. Consacrata da papa Pasquale II nel 1117 nelle forme romaniche attuali, conserva un ciborio duecentesco e tracce di affreschi medievali. Visitabile su prenotazione.

Il quadrato del Sator

Sulla facciata di San Pietro ad Oratorium un concio di pietra inserito capovolto reca cinque parole latine — ROTAS OPERA TENET AREPO SATOR — leggibili in ogni direzione. Il significato è ancora discusso.

Il lago di Capodacqua

Piccolo bacino artificiale creato nel 1965 per scopi irrigui. L’acqua sommerse alcuni edifici, tra cui antichi mulini di cui si riconoscono ancora le murature: da qui il soprannome di “Atlantide d’Abruzzo”.

I luoghi di San Giovanni da Capestrano

La casa natale e il convento francescano fondato nel 1447, nella parte settentrionale del paese.

Consigli utili

Quando andare

Primavera ed estate sono le stagioni migliori per unire la visita del borgo alle attività sul Tirino. L’acqua mantiene una temperatura pressoché costante tutto l’anno, intorno agli 11 gradi.

Come arrivare

Capestrano si trova in provincia dell’Aquila, nella parte meridionale del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Si raggiunge in automobile; il santuario di San Pietro ad Oratorium dista circa sei chilometri dal centro.

Quanto restare

Chi ama il turismo lento può dedicare una giornata al borgo — castello, vicoli, luoghi francescani — e una seconda all’esplorazione del Tirino e del lago di Capodacqua.

Canoa, kayak e attività all’aperto

Il Tirino si scopre in canoa o kayak, nei tratti consentiti e affidandosi a guide qualificate: l’esperienza è adatta anche a chi non ha dimestichezza. Il territorio offre inoltre percorsi per trekking, mountain bike, e-bike ed escursioni a cavallo.

Cosa mangiare

Cucina dell’entroterra abruzzese: pasta fatta in casa, legumi, carni ovine, formaggi e salumi. Il grano Solina, antica varietà di montagna, viene usato per pane e pasta. La vicina Piana di Navelli è conosciuta per lo Zafferano dell’Aquila DOP.

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