Racconta il borgoBosa: cosa vedere nel borgo colorato della Sardegna
Bosa è un piccolo borgo in provincia di Oristano, situato in una delle zone meno turistiche della Sardegna
◆ Bosa, Sardegna

Sardegna · Oristano (OR)
Cosa vedere a Bosa: le case colorate di Sa Costa, il Castello di Serravalle, il Ponte Vecchio sul Temo e le antiche concerie. Guida al borgo sardo.
Case rosa, gialle, verdi e azzurre costruite una accanto all’altra sul pendio della collina, un fiume che attraversa lentamente il centro abitato e un castello che sorveglia tutto dall’alto. Bosa è uno dei borghi più fotografati della Sardegna, ma anche uno dei meno turistici: siamo sulla costa occidentale dell’isola, in provincia di Oristano, nel territorio della Planargia.
Il paragone con Burano aiuta a immaginare l’effetto delle facciate colorate, ma Bosa ha un’identità completamente diversa, legata al fiume, alla Planargia e a una storia lunghissima. Secondo un racconto tramandato nel tempo i colori aiutavano pescatori e marinai a riconoscere la propria casa al rientro: non esistono testimonianze storiche certe che lo confermino, ma la storia continua a essere raccontata.
Il primo insediamento, Bosa Vetus, sorgeva probabilmente sulla riva sinistra del Temo, dove oggi si trova la chiesa di San Pietro Extra Muros. Le prime tracce risalgono all’età fenicia e punica; in epoca romana la città crebbe grazie alla posizione tra fiume e mare. Nel Medioevo l’abitato si spostò verso il colle di Serravalle, dando origine alla Bosa di oggi, coinvolta poi nelle vicende del Giudicato di Arborea e nella dominazione aragonese.
Il cuore medievale del borgo, sulle pendici del colle di Serravalle: una trama irregolare di vicoli, archi e scalinate, con case alte e strette costruite su più livelli per adattarsi alla pendenza. Non serve seguire un percorso preciso, il modo migliore per conoscerlo è lasciarsi guidare dalle strade.
La fortezza dei Malaspina in cima alla collina, il profilo che si riconosce da ogni punto del paese. La salita può essere impegnativa nelle giornate calde, ma dall’alto il panorama si apre sui tetti colorati e sulla campagna circostante.
Costruito in trachite rossa, è uno dei simboli della città. Fermandosi al centro del ponte si apre l’immagine più bella di Bosa: le case colorate riflesse nell’acqua del Temo. La passeggiata sul lungofiume è il modo migliore per iniziare la visita.
È l’unico fiume navigabile della Sardegna e sfocia in mare nei pressi di Bosa Marina. Per secoli è stato via di comunicazione e risorsa economica: lungo le sponde si riconoscono ancora gli edifici delle antiche concerie, legate alla lavorazione delle pelli.
La chiesa che sorge nella zona dell’antica Bosa Vetus, sulla riva sinistra del Temo, a poca distanza dal centro abitato: una tappa per capire da dove è nata la città.
Primavera e autunno sono le stagioni migliori: temperature gradevoli per salire a piedi fino al castello e luce ideale per fotografare le facciate colorate. L’estate è calda ma permette di abbinare il borgo al mare di Bosa Marina.
Bosa si trova sulla costa occidentale della Sardegna, in provincia di Oristano. Si raggiunge in automobile; la strada costiera che collega Bosa ad Alghero è una delle più panoramiche dell’isola e vale il viaggio in sé.
Mezza giornata basta per il centro storico, ma una giornata intera permette di aggiungere la salita al castello, il lungofiume e Bosa Marina senza fretta.
Bosa si scopre camminando: attraversare il lungofiume, entrare nei vicoli di Sa Costa e salire un passo alla volta fino al castello. Scarpe comode indispensabili, il dislivello è notevole.
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